INGRATITUDINE, LA MEMORIA BREVE DELLA RICONOSCENZA

23 Maggio 2017

CONSIGLI DI LETTURA

di Laura Madonna

INGRATITUDINE, LA MEMORIA BREVE DELLA RICONOSCENZA

Raffaello Cortina editore

Con quest’ultimo interessante contributo Duccio Demetrio manifesta ancora una volta un appassionato interesse per l’“umano”, un’ incondizionata fiducia nell’ educazione; in questo caso una profonda capacità di percorrere una dimensione dell’ Essere ancora differente, alla luce della quale ogni biografia potrebbe essere riscritta mostrando retroscena e prospettive “altre”.

Ingratitudine e Gratitudine, Riconoscenza vengono percorse attraverso le culture di tutti i tempi : il lettore sarà accompagnato in un’ esplorazione dai multiformi imprevedibili esiti da un mentore privilegiato, Seneca, e da tanti altri…Da Marco Aurelio a Ovidio, a Dante, a Shakespeare, a Kafka, a Karen Blixen per citarne solo alcuni…Senza tralasciare gli esiti della filosofia contemporanea e, in maniera talvolta provocatoria, quanto abbiamo ereditato dal Cristianesimo: da Adamo a Giobbe ad Abramo e Isacco, a san Paolo.

Leggere questo libro può comportare inquietudine perché rimanda a una mancanza e, lapidario, pone domande, obbliga all’ introspezione ma tutto si ricompone grazie all’ esperienza di un grande filosofo anche in questo caso maestro nel “governare” l’ argomento, che risolve nell’ abbraccio della memoria, accompagnandoci in una galleria di intriganti ritratti infantili di cui interroga con tenerezza sguardi e atteggiamenti, posture e contesti.

Infine, le parole sugli universi dell’amore, del silenzio, di possibili incantesimi, del sentire poetico e religioso, del riconoscersi per potersi riconciliare con se stessi, offrono un balsamo nella possibilità di poter ancora, oltre ogni accadimento, nella dolcezza e nella tragicità del “nostro breve infinito”, scusarci e ringraziare

– chi ci ha amato soltanto un minuto in più;

– chi ci ha donato bellezza;

– chi ci ha educato bene e non lo sapevamo,

– chi ci ha offerto serenità non ricambiate;

– chi non abbiamo saputo vedere;

– chi, da nemico, ci ha migliorato;

– chi se ne è andato senza un rimprovero,

– chi ci ha incontrato troppo tardi;

– chi ci ha perdonato,

– chi ci ha offerto dubbi, più che risposte;

– chi ci ha parlato del suo dio senza cercare di convertirci…

E’ il caso, anche, di ringraziare chi coraggiosamente ha assunto come “missione” le sfide cui l’esistenza e il mondo cui apparteniamo ci chiamano esigendo una “umanizzazione” spesso compromessa dai comportamenti. E lo fa con autorevolezza, sapienza e autentico amore per la Vita!

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