C’ERA UNA VOLTA LA TUA PRINCIPESSA

ORE 21,00
9 E 10 GENNAIO 2014 DELLO

SPETTACOLO “C’ERA UNA VOLTA LA TUA PRINCIPESSA…”

CON STEFANIA DE DOMINICIS ED EMILIA TAU, REGIA E SCRITTURA STEFANIA DE DOMINICIS.

LUCI : MUSICLAB SRL, MANICHINO A CORPO: FIAMMA BENVIGNATI, DIPINTO
E MASCHERA CAVALLO : CARLA CONGEDO, GRAFICA: EMANUELE AUGIERI,
ORGANIZZAZIONE: ELISABETTA SELLERI.

LO SPETTACOLO PROMOSSO
DALL’ASSOCIAZIONE TEATRO DI ATENEO SI INSERISCE NELL’AMBITO DELLA
CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ED EDUCAZIONE ALLE TEMATICHE DELLA
VIOLENZA SU DONNE E MINORI PROMOSSO DA PROVINCIA DI LECCE. LO
SPETTACOLO AVRA’ LUOGO NELLA CHIESA DI SAN SEBASTIANO, IN VICO DEI
SOTTERRANEI A LECCE, PRESSO LA SEDE DI FONDAZIONE PALMIERI.

L’Associazione Teatro di Ateneo, vincitrice del concorso di idee “ Colpi di Genio “ indetto dall ‘ Assessorato alle politiche sociali della Provincia di Lecce nell’ambito della Campagna di sensibilizzazione sul tema della violenza donne e minori , in collaborazione con Laboratorio Beth, presenta lo spettacolo “ C’era una volta la tua principessa …” scritto e diretto da Stefania De Dominicis

Lo spettacolo, è un’ indagine sulle violenze nascoste e intime , ma spesso di routine, nella quotidianità malata del rapporto uomo/donna , che si generano il più delle volte a svantaggio del genere femminile, creando una trappola da cui è difficile tirarsi fuori e in cui è impossibile affermare il proprio pregio e la propria essenza di persona. Una donna una volta mi ha detto << .. quando è iniziata la nostra storia d’amore lui mi chiamava principessa e mi trattava onestamente poi, in poco tempo, tutto è cambiato.,lui è cambiato e adesso io sono a pezzi, ho bisogno di ritrovarela mia forza, ma non riesco neanche a parlarne. Sono in trappola >> Nasce da quest’incontro lo spettacolo e vuole essere più che un indiscriminato colpevolizzare il genere maschile , un invito alle donne a raccontare e a raccontarsi, a svelare il proprio danno ma anche a ritrovare il proprio talento e ripartire da lì, ripartire dallo scoprire e affermare la propria preziosa essenza di essere umano si susseguono , quindi , sulla scena , donne azzoppate, appese ad un filo , sfregiate,separate, donne fatte a pezzi, non solo nel corpo ma anche e soprattutto nell’animo che racconteranno frammenti della loro storia intrisi di disagio ma anche di sogni e di desiderio. Cristina, Santa Margherita, Miss orecchiette vogliono abbattere la prigione che alcuni uomini hanno creato intorno a loro, queste donne stanno imparando a dare suono e parola alla propria ferita, stanno imparando e ritrovare il capo del filo che ha creato la trappola per sbrogliarlo ,e stanno imparando sulla propria pelle a riconoscere uomini capaci di incontrare la parte femminile in maniera sana , che abbiano il << potere del lupo e la dolcezza della farfalla dentro di se >> , capaci di non chiamarti principessa una volta soltanto ma a considerarti donna sempre. Lo spettacolo debutterà nella suggestiva Chiesa di San Sebastiano, in Vico dei Sotterranei a Lecce, sede della Fondazione Palmieri .

NOTE DI REGIA:
C’è una stanza , “Una stanza tutta per se “ diceva C. Woolf in un suo saggio.
C’è una stanza, quindi, in cui, ogni donna può essere se stessa, può confessarsi e raccontarsi. E’ la stanza in cui gli altri la lasciano essere, il suo spazio, il suo mondo, senza di quello sarebbe morta. La scena è proprio questa stanza, sono quegli angoli di stanze. Ogni abito, ogni oggetto è legato ad una racconto diverso.
Sono cinque le donne che si svelano .Le lega un filo di quotidiani soprusi che loro sono costrette a viversi ma è anche un filo che sbrogliandosi indicherà un percorso diverso che permetterà a tutte la realizzazione dei propri sogni e desideri. C’è Cristina , la ragazza svuotata, c’è Santa Margherita, , c’è Miss orecchiette, ognunacon la sua forza violata. Ognuna di queste donne troverà il suo modo di liberarsi, di sopravvivere , di non essere vinta.

STRALCI DI TESTI:
…ma con lui , come chi lui ? con lui il mio amore , il mio adorato tesoro, insomma il mio uomo ? bhe, con lui si fa notte facilmente, no non una notte di passione, con lui si fa buio, nero intorno , subito appena lo penso e nonostante tutto sia inesorabilmente ordinato io e le mie cose ci sentiamo fuori posto

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…Ma che me ne faccio io della farina senza il grano?
Ma che me ne faccio io del grano senza la terra?
E a pensarci bene che me ne faccio io delle orecchiette, di queste ennesime orecchiette fatte a mano, senza amore?
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… Ora,saprei parlarti soltanto della mancanza di ogni cosa
Domani verrò ancora a chiederti dimora e mi annuserai così stracciata e sola a balbettare amore e tu sarai là sul tuo trono dell’ultimo giorno
Poi non ci sarò più per nessuno.
Stefania De Dominicis

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